aloe&wolf.gallery presenta in un evento curato da Gaia Pasi, un progetto del giovanissimo Matteo Peducci, scultore perugino, all’ultimo anno dell’accademia di Carrara.
Peducci da qualche anno è concentrato sullo studio dell’adattamento di certi tipi di piante a situazioni ambientali al limite del possibile, per realizzare questo costruisce e assembla delle vere e proprie serre artificiali comandate da congegni elettronici, ventole, impianti di irrigazione, temporizzati .
Riproduce in marmo e a grandezza spropositata cactus, germogli, sementa e il metallico filo di acciaio tagliente diventa spina, o stelo di fragili ed elastiche piantine che si afflosciano con il caldo..
L’11 di agosto alle ore 21:00 presso la galleria aloe&wolf.it di Siena, l’artista presenterà in anteprima il progetto “mutazioni Batteriche” una installazione alla quale sta lavorando da un po’ di tempo che gli ha richiesto un delicato lavoro.
Peducci infatti ha ideato una serra a crescita illimitata o meglio un microcosmo fatto di terreno sterile incolore sul quale farà sviluppare dei batteri precedentemente studiati e scelti in base ai loro colori. Questi piccolissimi esseri crescendo e riproducendosi pian piano andranno a costituire un bel cubo mutante fortunatamente sigillato e variopinto. La mutazione continuerà in maniera costante fino a quando i batteri troveranno di che nutrirsi nel terreno….
Si è trasformata in una vera e propria festa globale della via del Porrione, l’inaugurazione dello spazio Orange, con la personale di Giovanni Lillo, realizzata dalla galleria aloe&wolf.gallery di Siena. La mostra apertasi alle 21:30, con la proiezione del video “Aeare” (2002), ha riscontrato un affluenza di visite record e subito la neonata galleria, è divenuta un punto di aggregazione e confronto tra le personalità dell’arte contemporanea nella città del Palio. Il progetto dei galleristi, Alessandra Aloe e Giuseppe Wolf è stato quello di allestire lo spazio, suddividendolo in due zone nettamente distinte dove si svolgono attività sostanzialmente diverse. Lo spazio Green infatti è una sorta di piccolo negozio di design anni 60/70 e di manufatti particolarissimi, opera di artigiani ed artisti sparsi in tutta Italia e all’estero scovati dai proprietari con assidue ricerche nei tessuti underground delle grandi città. Lo spazio Orange, aperto il 30 giugno, sarà invece dedicato all’attività di galleria per la quale esiste già una succulenta programmazione di eventi, aperta a vagliare proposte e suggerimenti. La galleria presenta in questa prima mostra una serie di pannelli fotografici, opera di Giovanni Lillo, pittore schivo e appartato, di origine laziale, residente da molti anni a Siena e qui attivo in una particolare ricerca concentrata sull’utilizzo cromatico, pittorico e materico, ma anche tematico-ideale della cenere. In mostra dieci pezzi di varie misure e formati, che al primo impatto ci appaiono come una sorta di carte geografiche ma prive di grafici, meridiani , paralleli e di ogni punto di riferimento scritto. Guardando con attenzione però, improvvisamente veniamo spiazzati dalla rivelazione: in realtà, uno strano ribaltamento vede la terra dominare il cielo, inaspettatamente quest’ ultimo si “ritrova a stare sotto”… tra cielo e terra acqua che erode, fuoco che brucia e quindi sabbia, cenere in un ciclo continuo ed inarrestabile. Una serie di lavori interessanti, di grande sensibilità, sacralizzata dal sottofondo sonoro del vento contenuto nel video che passa ininterrotto su di un piccolo televisore: le nuvole transitano nel cielo, mentre il soffio ininterrotto porta via la terra oscuratrice dell’azzurro e artefice dello sconvolgimento. Una curiosità della galleria è quella di voler favorire il collezionismo di arte tra i più giovani, è infatti stata applicata una interessante formula di sconto del 20% sulle opere ai collezionisti “sotto” i 40 anni.